Da Roberto Pettirossi
luglio 9th, 2007 by adminAlle 8 di mattina il e Marcello ci incontriamo a Santa Anatolia di Narco.
stranamente io sono in anticipo, sulle note del Don Chisciotte di Guccini lascio la mia auto per quella di Marcello.
Si chiacchiera e si scherza pensando a quello che c’è in programma.
una bella calata, dal monte sopra Pian Delle Melette vicino all abitato di Caso, a sud del Coscerno.
Su un bel pezzo di Daniele Silvestri, eccoti Marcello che ti ferma l’auto e scendendo inforca il binocolo:
Il Punto è la!
Guardo un po’ incredulo e dico, se è una grotta è un freatico della madonna, diametro di 4 metri di forma circolare.
al centro si intravedono dei rami secchi ma non si capisce.
decidiamo di scendere sin al pian delle melette e poi alle 9 siamo pronti a salire.
con noi una buona dose di entusiasmo, 50 metri di corda da 9, cordini una decina di moschettoni, sacca d’armo, fix placchette e il trapano acqua e un po di carta igienica.
Non uno ma 2 GPS sa com’è, siam gente precisa.
I GSP non ci serviranno poi a molto, infatti Marcello già aveva fatto il sentiero e lo ricordava piuttosto bene, tanto che alla cena del battesio di Alexander Volpini mi confidò: << Roby ti porto sulla pianta dove fare la calata>>.
E cosi è stato, di come abbia fatto, il resto spetta a lui spiegarlo.
Pian delle melette: coordinate del mio GPS 0324397 4730364 quota 608 mt s.l.m. errore 4 mt
Punto calata 0325379 4729079 quota 1078 mt errore 8 mt
Sia parte su questo sentiero e quasi subito si incontra una volpe spiaccicata, una volpe spiaccicata, un cattivo presagio potrebbe pensare qualcuno , ma noi non ci facciamo impressionare e si procede,passando sotto costoni rocciosi, in un ripetersi di valloni e fossi giungiamo prima ad un bel specchio di faglia lungo un ottantina di metri e alto 6/7 metri e poi finalmente si arriva all’albero secco.
Ci si prepara, poi Marcello concede a me il piacere di calarmi.
Arrivato sul buco spetta a me dare la notizia che che non c’è nessuna grotta è probabilmente un nido di un aquila o qualche grosso rapace., probabilmente disabitato.
Contenti e un po’ delusi facciamo sosta vicino alla faglia vista all andata, e appena ripartiamo mi accorgo che nel sentiero dove Marcello è appena passato un bastone di colore grigio si muove e si snoda <
Andiamo a vederlo dal basso ed è più intrippante dell’ primo con un avvicinamento ancora più complesso.
Si decide di rimandare, nel ritorno verso casa sento Nilio Conti, e la sera Budassi nidi erano già stati violati dall’uomo. e quindi un po’ di enfasi scende, finché non arriva la notizia di un terzo nido o probb. grotta..
Se qualcuno di voi sa qualcosa scriva pure.
Li vicino c’è la grotta dei frati di cui spero Marcello spero mi fornirà le coordinate. e in cima al monte esiste un androne di difficile accesso, dove c’è un monastero.
In futuro torneremo sulla zona
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