Fondo Miliani

18/01/2015, Grotta di Monte Cucco.

Laghetto oltre il meandro
Fondo Miliani – Grotta di Monte Cucco

Dei 7 che dovevamo essere onoriamo l’appuntamento alla pasticceria di sigillo in quattro: Roberto Pettirossi, Matteo Guiducci, Emiliano Poeta e Brustenghi Lorenzo. La nebbia non ci da scampo, in compenso non c’è il classico vento che strappa i capelli e le temperature sono piuttosto miti per essere a gennaio.
Ci fermiamo sul baratro per sostituire una corda da 30 sul secondo tirone nel vuoto per utilizzare successivamente la parte ancora buona della corda lesionata per riarmare il collegamento nella frana tra il PX e la galleriona sottostante.
Alla base del Saracco, come da accordi con il legittimo propietario, ci facciamo carico del sacco “bomba” nascosto un paio di mesi prima; al suo interno ci sono 200 prelibatissimi metri di corda da 9 e 1/2…..in pezzo unico e come richiesto, possibilmente da utilizzare senza essere tagliata (scelta che nessuno di noi può facilmente condividere)…..
Anche in testa al pozzo PX facciamo delle modifiche in modo che la corda sfreghi di meno specialmente nel momento di risalire.
Briefing in testa al Pozzo Franco tra fettone di Salame valtiberino, ottimo pecorino ed un delizioso pampepato offerto come da tradizione culinaria del nostro miglior cambusiere Pettirullo. Ci dividiamo: i fumatori Emi e Rob iniziano il riarmo ex novo del pozzo Franco, mentre Matteo e Lorenzo portano il rilievo dalla testa del Miliani fino alle gallerie sottostanti, non ultimate a causa del poco tempo a disposizione.
Tra una fetta di salame e l’altra Emiliano arma velocemente la partenza del Franco mentre Matteo e Lorenzo si dirigono al Pozzo Miliani con il rumore del trapano che frulla sempre più in lontanza. Scivoletto e siamo velocemente sul primo tiro nel vuoto del Miliani, la corda è li ormai da diverso tempo ed al passaggio del discensore si comporta in maniera molto strana. È un tiro da 40 m, neanche esagerato come altezza, ma ci si cala perfettamente nel vuoto su un diametro di oltre 25 m e l’effetto è così suggestivo che unito ai brutti scricchiolii della corda e gli scatti improvvisi, fa riempire di adrenalina la testa ed il corpo per tutta la lunghezza del tiro. Fanno male gli avambracci per riuscire a contenere i rapidi scivolamenti della corda all’interno del discensore, trasformando velocemente il divertimento e lo stupore in preoccupazione e stretta di culo. Con la promessa di riutilizzare la 200 che smonteremo dal Franco per riattrezzare in maniera sicura la via del Miliani ci avventuriamo, su ovvia e comprensibile richiesta di Matteo, verso il fiume……che in realtà è un torrente che fa casino come un grande fiume paragonabile ad un treno di passaggio alla stazione. Dal gigante Miliani, si striscia tra la solida frana alla sua base, verso il frastuono dell’acqua all’interno di un comodo meandro attivo. Dopo pochi passi sul meandro, l’acqua si tuffa in due fantastiche cascate di un paio di metri l’una, fino alla prima spiaggetta in cui un limpido laghetto rallenta per qualche attimo la corsa del terso e rumoroso fluido vitale. Appena oltre il laghetto riparte la folle corsa che poco più in là fa sparire tutta l’acqua all’interno di un foro sulla solida roccia delle dimensioni dello stesso torrente; proseguiamo oltre, sul meandro che ormai a basso regime è fossile, fino ad entrare nell’ultima sala “Laura”. La base è fango, ma riusciamo a vedere al di sotto i possenti massi accatastati gli uni su gli altri ….xxxcensuredxxx…. abbiamo appuntamento con Rob ed Emi alle 16 in testa al pozzo Franco, peccato che sono le 15.55 quando decidiamo di ripartire……fortunatamente i due armatori sono più ritardatari di noi e partiremo tutti insieme dalla testa del Franco oltre le 17,20. Sono riusciti ad armare quasi tutta la prima parte del pozzo, si completerà la prossima volta cercando di portarci anche il rilievo. Risalendo i muscoli delle cosce si temprano fino a far sembrare stretto l’imbraco, il movimento costante e la paziente pedalata ci fa riemergere sotto un gelido cielo stellato.
Come di rito pizza da Luca al Villa Anita che alle 23 stava chiudendo ma che come al solito contento di vederci ci riapparecchia per deliziarci con una calda e meritata pizza e birra.

Per evitare: Solo la pizza era calda, la birra era ghiacciata.

Lorenzo Brustenghi