Rilievo del Terzo Ramo

16/01/2016, Grotta di Monte Cucco.

Finalmente dopo troppo tempo il caro Roberto torna al Cucco, la settimana passata solo la febbre gli aveva impedito di partecipare al campo interno, è gasatissimo come sempre e con tutti gli obbiettivi che vorrebbe portare avanti non ci basterebbero tre giorni di fila. Dopo un cambio programma ci vediamo direttamente a Sigillo, saremo soltanto in due, prepariamo i sacchi e saliamo, lasciamo la macchina al bivio con Val di Ranco per evitare sorprese dalla neve prevista per il fine settimana, il vento è fortissimo e soltanto i pesanti sacchi ci tengono con i piedi a terra mentre un timido sole cerca di scaldare l’aria che è sotto zero.

Terzo Ramo, Cucco Libero
Terzo Ramo, Cucco Libero

Entriamo in grotta ci cambiamo e si parte destinazione base del Terzo Ramo, una volta arrivati iniziamo subito con il rilievo procedendo lentamente visto che è la prima volta che uso anche il palmare, compito solitamente svolto da Lorenzo. Superiamo un primo pozzetto, il fango è ovunque, non si riconoscono più neanche gli attrezzi, ci fermiamo con il rilievo per affrontare una serie di strettoie in salita e trasportare i sacchi che sennò avrebbero ostacolato le operazioni di rilievo. Vado avanti io e dopo qualche difficoltà raggiungo il secondo pozzo da dove si sente il rumore di acqua, aspetto un po’ che Roberto mi raggiunga ma non lo vedo quindi torno in dietro, lo chiamo e mi riferisce che non si sentiva bene, a questo punto abbandono il materiale dentro al sacco e torno da Roberto fissiamo il bollino del rilievo e iniziamo la lenta risalita. A metà della Burella facciamo una pausa, Roberto si fuma una sigaretta io faccio uno spuntino, una corrente d’aria è ben percepibile e punta verso l’Orco, improvvisamente un’inversione spara aria ghiacciata verso l’alto riportando su tutto il fumo della sigaretta di Roberto, dura qualche minuto e poi nuovamente un cambio con l’aria che torna verso il basso. Rimaniamo stupiti di questo improvviso spostamento di direzione dell’aria e con improbabili ipotesi ci rimettiamo in marcia. Arrivati alla base della scala ci cambiamo ammirando eccentriche di ghiaccio formatesi sulle pareti, il vento soffia forte anche qui, vi lascio immaginare cosa ci aspetta fuori. Fortunatamente niente neve e la discesa è rapida, la giornata si conclude con l’ormai tradizionale pizza al Villa Anita.

Matteo